Arboreto Sbanditi, dove uomini e natura s’incontrano
Ci sono luoghi dove per la natura è immediato mostrarci chi è, come è fatta, come lavora e come noi stessi possiamo lavorare in sinergia con lei.
PROGRAMMA
- Ore 9:00 – Partenza per Vivaio Sbanditi
- Ore 9:30 – Partenza escursione
- Ore 13:00 – Fine escursione
Guide Ufficiali del Parco; Guide AIGAE;
Tragitto da Camigliatello Silano all’ingresso del sentiero 18 km tempo in auto 20 minuti
DETTAGLI SUL PERCORSO
- Lunghezza: 6 km ad anello parziale
- Dislivello in salita: 100 m
- Pendenza Max: Nessun tratto impegnativo
- Difficolta: T (Turistico)
- Tempo di percorrenza: 3 h
- Altitudine Max: 1.350 m s.l.m.
- Altitudine Min: 1.300 m s.l.m.
- Tipologia del percorso: sterrata, sentiero
- Soste previste: 2
- Acqua: fonte a metà del percorso.
- Comune: Spezzano della Sila; Longobucco
- Periodo consigliato: Tutto l’anno
N.B.: Il percorso si snoda tra sterrate e sentieri larghi e su terreno facile. Non presenta difficoltà tecniche, non è necessario avere un particolare allenamento fisico.
COSA PORTARE
Normale dotazione escursionistica: scarpe da trekking (o quanto più simile), giacca a vento impermeabile (da tenere in borsa), abbigliamento a strati. Mascherina e igienizzante!
Descrizione
L’Arboreto rappresenta la sintesi perfetta tra attività antropica e natura. Posto a quota 1.300 m, con una superficie di circa 90 ettari, era sorto come vivaio, alla fine del diciannovesimo secolo, principalmente per la produzione di pino larìcio per opere di rimboschimento.
Nel corso del tempo vi furono impiantate, a scopo sperimentale, specie arboree alloctone di interesse forestale quali il làrice, l’abete rosso, il pino silvestre, la betulla da papiro, affiancate alle autoctone comuni sul territorio quali, oltre al pino larìcio, abete bianco, faggio, castagno, cerro, ontano nero, pioppo tremulo, agrifoglio e acero montano.
Il vivaio forestale fu a lungo abbandonato e solo di recente, con l’intervento dell’Ente Parco Nazionale della Sila, è stato trasformato in un “giardino incantato” che oggi è area MaB, il progetto UNESCO che declina l’interazione tra uomo e biosfera, intesa come ambiente favorevole allo sviluppo della vita.